Picnic di lettura con Neve

Neve

Neve

Maxcence Fermine

Bompiani, 1999

Come promesso,  ecco un altro breve e delicato capolavoro, per il nostro picnic di lettura.

https://tatalibro.com/2013/06/07/picnic-di-lettura-per-mamma-e-papa/

Neve.

Sarà come agitare una sfera di cristallo con la neve dentro

e ritrovarci in un paesaggio incantato, fuori dal tempo.

Siamo in Giappone a fine 800, in una luminosa ed eterea isola.

Abbiamo di nuovo diciassette anni,

siamo ribelli e disposti a tutto per inseguire i nostri sogni.

La visione della neve, bianca e delicata, c’ invita alla contemplazione della natura,

e a decantarne la bellezza in versi.

Vogliamo diventare poeti perché:

“La neve è una poesia, una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. 

Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.

Ha un nome, un candore smagliante.

Neve…”

Impareremo a dire l’indicibile in 17 sillabe,

quelle che compongono l’haiku, un genere letterario giapponese,

osserveremo il tempo che scorre via,

e crederemo di poterci amare per sempre

sospesi su un filo di neve.

Buona lettura Tata Libro

Passeggiate domenicali.

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Albero amico mio

di Minou Drouet 

Albero, amico,
tanto simile a me, 
così greve di musica
sotto le dita del vento
che ti sfogliano
come una fiaba,
albero
che, come me,
conosci la voce del silenzio
che dondoli
nel profondo le tue ciocche verdi
il fremito delle tue mani vive,
albero
amico, 
 amico mio
perduto come me
perduto nel cielo
perduto nel fango
verniciato di luce danzante
dalla pioggia,
albero,
eco della pena del vento
della gioia degli uccelli,
albero spogliato dall’inverno,
ti guardo per la prima volta…

 

La poesia sei tu

Se fossi…

Se fossi una parola

sarei la poesia,

se fossi un emozione

sarei l’ allegria.

Se fossi un suono

sarei il cinguettio degli uccelli,

se fossi un colore

sarei l’azzurro del cielo.

Se fossi una luce

sarei il chiarore dell’alba,

se fossi un movimento

sarei il divenire delle onde del mare.

Se fossi un’ immagine

sarei una mattina di primavera,

se fossi una poesia

sarei una poesia d’amore.

Attraverso la poesia è possibile esprimere le proprie emozioni,

usando le parole come fossero sensazioni.

Attraverso la poesia è possibile condividere uno stato d’animo

e suscitare emozioni nei lettori.

Se volete saperne di più potete consultare

i libri di Donatella Bisutti,

poetessa e scrittrice

che ha rinnovato il modo di relazionarsi con la poesia.

La poesia è un orecchio

Donatella Bisutti, Allegra Agliardi

Feltrinelli Kids, 2012

+ 11 anni

Le parole magiche

Donatella Bisutti,

Feltrinelli Kids, 2008

+ 7 anni

L’albero delle parole.

Grandi poeti di tutto il mondo per i bambini.

Donatella Bisutti

Feltrinelli kids, 2002

+ 11 anni

E per i più grandi:

La poesia salva la vita.

Capire noi stessi e il mondo attraverso le parole.

Donatella Bisutti

Feltrinelli, 2009.

Vi saluto con un monologo di Roberto Benigni,

sulla poesia, nel film ” La tigre e la neve”.

Travolgente.

Aspetto di leggere le vostre poesie!

Tata Libro

Federico: il topolino poeta

“…Il topino d’Autunno fa scialli e ricami

       con foglie dorate strappate dai rami…”

Questi sono i versi della bellissima poesia recitata da Federico,

il topolino poeta,

dall’alto di un sasso, ad altri topolini, in un gelido inverno.

Cos’è la poesia?

A cosa serve?

Comporre poesie può diventare una professione?

A spiegarlo ai bambini,

con immagini e parole,

ci pensa un maestro della letteratura per l’infanzia,

Leo Lionni,

con un libro semplice e piacevole:

Federico

Leo Lionni

Babalibri

2005 + 3 anni

Questa è la storia di cinque allegri topolini

che abitano tra le pietre di un muro.

Questa è la storia della poesia che arricchisce la vita.

Questa è la storia di una magia.

I topolini lavorano sodo per tutta la bella stagione,

raccolgono provviste per l’inverno,

ma questo basterà?

Sono tutti indaffarati,

tranne Federico,

che in disparte raccoglie

“…i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno…”,

i colori e le parole per la stagione più grigia e lunga che ci sia.

Quando arriva l’inverno,

le provviste raccolte non bastano a scaldare i tristi topolini,

così Federico riesce a scaldarli con

“…i raggi del sole. Caldi e vibranti come oro fuso…”

a colorare quel grigio con il

“…blu dei fiordalisi, dei papaveri rossi nel frumento giallo,

delle foglioline verdi dell’edera…”

  ad emozionarli con questa poesia ispirata alle quattro stagioni:

“Chi fa la neve, il prato, il ruscello?

Chi fa il tempo brutto oppure bello?

Chi dà il colore alle rose e alle viole?

Chi accende la luna e il sole?

Quattro topini, azzurri di pelo,

che stanno lassù a guardarci dal cielo.

Uno fa il sole e l’aria leggera

e si chiama topino di Primavera.

Bouquets profumati…serenate,

ce li regala il topino dell’Estate.

Il topino d’Autunno fa scialli e ricami

con foglie dorate strappate dai rami.

Il topino d’Inverno, purtroppo si sa, ci da questa fame…e il freddo che fa.

Le stagioni sono quattro.

Ma a volte vorrei che fossero sette, o cinque, o sei.”

Applausi calorosi per il timido poeta,

che non merita alloro perché

” …Ognuno, in  fondo,  fa il proprio lavoro…”.

Ognuno a modo suo può contribuire al bene della comunità,

può fare la sua parte,

e qualche volta con un po di poesia.

Grazie Lionni per avercelo ricordato

e per aver trovato le parole e le immagini

per tradurre un pensiero con tanta immediatezza.

Ma ora che ci penso questa storia

mi ha fatto venire in mente un breve componimento di Gianni Rodari,

con il quale vi voglio salutare:

Alla formica

“Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l’avara formica.

Io sto dalla parte della cicala,

che il più bel canto non vende, regala.”

Buona lettura a grandi e piccini Tata Libro