Tata Libro

Leggere con i bambini

Federico: il topolino poeta

su 24 settembre 2012

“…Il topino d’Autunno fa scialli e ricami

       con foglie dorate strappate dai rami…”

Questi sono i versi della bellissima poesia recitata da Federico,

il topolino poeta,

dall’alto di un sasso, ad altri topolini, in un gelido inverno.

Cos’è la poesia?

A cosa serve?

Comporre poesie può diventare una professione?

A spiegarlo ai bambini,

con immagini e parole,

ci pensa un maestro della letteratura per l’infanzia,

Leo Lionni,

con un libro semplice e piacevole:

Federico

Leo Lionni

Babalibri

2005 + 3 anni

Questa è la storia di cinque allegri topolini

che abitano tra le pietre di un muro.

Questa è la storia della poesia che arricchisce la vita.

Questa è la storia di una magia.

I topolini lavorano sodo per tutta la bella stagione,

raccolgono provviste per l’inverno,

ma questo basterà?

Sono tutti indaffarati,

tranne Federico,

che in disparte raccoglie

“…i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno…”,

i colori e le parole per la stagione più grigia e lunga che ci sia.

Quando arriva l’inverno,

le provviste raccolte non bastano a scaldare i tristi topolini,

così Federico riesce a scaldarli con

“…i raggi del sole. Caldi e vibranti come oro fuso…”

a colorare quel grigio con il

“…blu dei fiordalisi, dei papaveri rossi nel frumento giallo,

delle foglioline verdi dell’edera…”

  ad emozionarli con questa poesia ispirata alle quattro stagioni:

“Chi fa la neve, il prato, il ruscello?

Chi fa il tempo brutto oppure bello?

Chi dà il colore alle rose e alle viole?

Chi accende la luna e il sole?

Quattro topini, azzurri di pelo,

che stanno lassù a guardarci dal cielo.

Uno fa il sole e l’aria leggera

e si chiama topino di Primavera.

Bouquets profumati…serenate,

ce li regala il topino dell’Estate.

Il topino d’Autunno fa scialli e ricami

con foglie dorate strappate dai rami.

Il topino d’Inverno, purtroppo si sa, ci da questa fame…e il freddo che fa.

Le stagioni sono quattro.

Ma a volte vorrei che fossero sette, o cinque, o sei.”

Applausi calorosi per il timido poeta,

che non merita alloro perché

” …Ognuno, in  fondo,  fa il proprio lavoro…”.

Ognuno a modo suo può contribuire al bene della comunità,

può fare la sua parte,

e qualche volta con un po di poesia.

Grazie Lionni per avercelo ricordato

e per aver trovato le parole e le immagini

per tradurre un pensiero con tanta immediatezza.

Ma ora che ci penso questa storia

mi ha fatto venire in mente un breve componimento di Gianni Rodari,

con il quale vi voglio salutare:

Alla formica

“Chiedo scusa alla favola antica

se non mi piace l’avara formica.

Io sto dalla parte della cicala,

che il più bel canto non vende, regala.”

Buona lettura a grandi e piccini Tata Libro


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.011 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: